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Informativa sulla legge Tremonti Bis

  Obiettivo della Legge
Uno dei provvedimenti più importanti approvati dal Parlamento per il rilancio dell'economia è rappresentato dalla detassazione del reddito reinvestito, la cosiddetta Legge "Tremonti Bis". Come sancito dalla Legge Tremonti Bis (Capo II, Art.4, comma1): "E' escluso dall'imposizione del reddito di impresa e di lavoro autonomo il 50 per cento del volume degli investimenti in beni strumentali realizzati nel periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge successivamente al 30 Giugno e nell'intero periodo di imposta successivo, in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore." Obiettivo della legge Tremonti Bis è dunque quello di incentivare gli investimenti realizzati sul territorio nazionale tramite capitale proprio, di rischio o di debito.

Chi sono i beneficiari
Possono infatti beneficiare dell'agevolazione Tremonti tutti gli Operatori Economici, ossia coloro che sono possessori di partita IVA, quali ad esempio:
  • Le Società di capitale, S.p.A., S.r.l.;
  • Le Società di persone, S.a.s., S.n.c.;
  • Le cooperative ed i consorzi;
  • Gli operatori individuali, le imprese individuali - professionisti ed artisti, anche associati.


Validità dell'agevolazione
Dal punto di vista "temporale" sono agevolabili gli acquisti di beni strumentali nuovi, effettuati nel periodo dal 1 Luglio 2001 al 31 Dicembre 2001 e nel successivo periodo 1 Gennaio 2002 - 31 Dicembre 2002, al netto di eventuali disinvestimenti (vendite, dismissioni, autoconsumo).

Agevolazioni per l'acquisto di software
Considerato l'esplicito riferimento ai beni strumentali nuovi, sono agevolabili soltanto i beni immateriali in senso tecnico, mentre i cosiddetti "costi sospesi" (avviamento, costi di pubblicità, costi di ricerca e sviluppo, ecc.) sono esclusi dall'agevolazione. Sono pertanto agevolabili i beni immateriali rappresentati da diritti, tra i quali: Diritti di brevetto industriale, Diritti di concessione, licenze e marchi, Diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno, Know-how sia se acquistati, sia se realizzati direttamente dall'impresa beneficiaria dell'agevolazione. Il software risulta agevolabile solo se è applicativo e se costituisce un bene immateriale. In relazione alle diverse modalità di acquisizione del software applicativo si distinguono le seguenti situazioni:
Software applicativo acquisito con contratto di sviluppo: si tratta di acquisizione di un software specificamente costruito per soddisfare le esigenze dell'acquirente, al quale spettano la proprietà del bene, il diritto di utilizzarlo ed anche il diritto di riprodurlo a fini commerciali. Quest'ipotesi viene identificata come acquisizione di un vero e proprio "diritto-bene", come tale iscrivibile in bilancio ed avente il requisito della novità. Le istruzioni ai modelli di dichiarazione confermano questo elemento e classificano il software acquisito mediante contratto di sviluppo come un vero e proprio diritto. La conseguenza è che si configura un bene immateriale che possiede il requisito della novità: l'investimento rientra nell'applicazione dell'agevolazione Tremonti-bis.
Software applicativo acquisito a titolo di licenza d'uso: se oggetto dell'investimento è l'acquisto di un programma applicativo standard, l'operazione può essere assimilata al contratto di compravendita di un bene e l'agevolazione spetta sia nel caso in cui l'acquisto sia a tempo determinato, sia nel caso in cui sia a tempo indeterminato. Il rapporto contrattuale che si delinea prevede a carico dell'acquirente il pagamento di un solo corrispettivo (una tantum) a fronte della possibilità di uso illimitato nel tempo del supporto magnetico od ottico sul quale è memorizzato il programma. L'investimento in questa tipologia di software si concretizza quindi nell'acquisizione di un bene, iscrivibile come tale in bilancio.
Software applicativo utilizzato a fronte di canoni periodici: quest'ultima ipotesi concerne gli accordi che hanno per oggetto un insieme di prestazioni contro il pagamento di un canone periodico. Si tratta di contratti che prevedono non solo l'utilizzo del software, ma anche la sua manutenzione, l'aggiornamento, ecc. In questo caso sia la dottrina, sia le interpretazioni ministeriali pervengono alla conclusione che si è in presenza di una mera spesa per l'acquisizione di servizi. Non delineandosi l'ipotesi di acquisizione di un bene immateriale, non è possibile beneficiare di alcuna detassazione del reddito.

Determinazione del beneficio
Il beneficio consiste nell'escludere dalla tassazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo il 50% degli investimenti in beni strumentali in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con la possibilità di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato più elevato. Viene dunque data facolta' al contribuente di escludere dal calcolo della media degli investimenti dei 5 periodi di imposta precedenti, quello in cui il volume degli investimenti netti e' stato maggiore, riducendo il calcolo su 4 anni anziché su 5. L'agevolazione si estende ad imprese e lavoratori autonomi con attività di impresa inferiori ai 5 anni: per tali soggetti la media si applica in relazione al n° di anni di attività effettivi, e sempre con la possibilità di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. La legge è applicabile anche a coloro che abbiano iniziato l'attività nel 2001: in questi casi non vi è "media precedente" e tutti gli acquisti di beni strumentali sono agevolati. Se i nuovi investimenti non superano la media degli anni precedenti non si ha alcuna detassazione. L'agevolazione spetta esclusivamente ai fini dell'Irpef, dell'Irpeg e non vale ai fini dell'Irap; la stessa viene revocata nel caso in cui i beni siano venduti, dismessi o autoconsumati entro i due anni successivi all'acquisto, cinque anni nel caso di beni immobili.

Un esempio pratico
Per quanto riguarda l'anno 2001, la media degli investimenti deve essere calcolata sul quinquennio precedente: dal 1996 al 2000 compresi, escludendo l'anno nel quale gli investimenti sono stati più elevati. Nel calcolo dell'agevolazione 2002 occorre riferirsi alla media di acquisti di beni strumentali del quinquennio 1997 - 2001, sempre escludendo l'anno "peggiore". Un esempio potrà aiutare a capire meglio il meccanismo di calcolo. Si ipotizzi un'impresa che nel 2001, dopo il 1' luglio, acquista beni strumentali nuovi per L. 200.000.000. Poniamo che questa azienda abbia fatto investimenti per L. 10.000.000 nel 1996; L. 15.000.000 nel 1997; L. 300.000.000 nel 1998; L. 200.000.000 nel 1999 e L. 150.000.000 nel 2000. L'anno 1998 si può escludere dal conteggio; la media degli altri quattro anni è pari a L. 93.750.000. La differenza tra gli acquisti 2001 (L. 200.000.000) e la media degli anni precedenti (L. 93.750.000) è pari a L. 106.250.000. Il 50% di questo importo, quindi L. 53.125.000, viene "defalcato" dal reddito del 2001, non si pagano imposte su questo importo. Ricordiamo che se i nuovi investimenti non superano la media degli anni precedenti, non si potrà godere di alcuna detassazione.
 

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