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Art. 8 della L.23/12/2000 n.388

(Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate)

1. Ai soggetti titolari di reddito d'impresa, esclusi gli enti non commerciali, che, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2000 e fino alla chiusura del periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, effettuano nuovi investimenti nelle aree territoriali individuate dalla Commissione delle Comunita' europee come destinatarie degli aiuti a finalita' regionale di cui alle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunita' europea, come modificato dal Trattato di Amsterdam di cui alla legge 16 giugno 1998, n. 209, e' attribuito un credito d'imposta entro la misura massima consentita nel rispetto dei criteri e dei limiti di intensita' di aiuto stabiliti dalla predetta Commissione. Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2000 sono agevolabili i nuovi investimenti acquisiti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge o, se successiva, dall'approvazione del regime agevolativo da parte della Commissione delle Comunita' europee. Il credito d'imposta non e' cumulabile con altri aiuti di Stato a finalita' regionale o con altri aiuti che abbiano ad oggetto i medesimi beni che fruiscono del credito d'imposta.
2. Per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni di beni strumentali nuovi di cui agli articoli 67 e 68 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi i costi relativi all'acquisto di "mobili e macchine ordinarie di ufficio" di cui alla tabella approvata con decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, concernente i "coefficienti di ammortamento", destinati a strutture produttive gia' esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali di cui al comma 1, per la parte del loro costo complessivo eccedente le cessioni e le dismissioni effettuate nonche' gli ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativi a beni d'investimento della stessa struttura produttiva. Sono esclusi gli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell'investimento agevolato effettuati nel periodo d'imposta della loro entrata in funzione. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni; detto costo non comprende le spese di manutenzione. Per le grandi imprese, come definite ai sensi della normativa comunitaria, gli investimenti in beni immateriali sono agevolabili nel limite del 25 per cento del complesso degli altri investimenti agevolati.
3. Agli investimenti localizzati nei territori di cui all'obiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, nonche' in quelli delle regioni Abruzzo e Molise, si applica la deduzione degli ammortamenti nella misura del 90 per cento. Le disposizioni del presente comma si applicano agli investimenti acquisiti a decorrere dalla approvazione del regime agevolativo da parte della Commissione delle Comunita' europee.
4. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "differenziabile in funzione del settore di attivita' e delle dimensioni dell'impresa, nonche' della localizzazione".
5. Il credito d'imposta e' determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo d'imposta e va indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del reddito ne' della base imponibile dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e' utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dalla data di sostenimento dei costi.
6. Il credito d'imposta a favore di imprese o attivita' che riguardano prodotti o appartengono ai settori soggetti a discipline comunitarie specifiche, ivi inclusa la disciplina multisettoriale dei grandi progetti, e' riconosciuto nel rispetto delle condizioni sostanziali e procedurali definite dalle predette discipline dell'Unione europea e previa autorizzazione della Commissione delle Comunita' europee. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato procede all'inoltro alla Commissione della richiesta di preventiva autorizzazione, ove prescritta, nonche' al controllo del rispetto delle norme sostanziali e procedurali della normativa comunitaria.
7. Se i beni oggetto dell'agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione. Se entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalita' estranee all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti; se nel periodo di imposta in cui si verifica una delle predette ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di quelli agevolati, il credito d'imposta e' rideterminato escludendo il costo non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti in locazione finanziaria le disposizioni precedenti si applicano anche se non viene esercitato il riscatto. Il minore credito d'imposta che deriva dall'applicazione del presente comma e' versato entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui si verificano le ipotesi ivi indicate.
8. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, verranno emanate disposizioni per l'effettuazione delle verifiche necessarie a garantire la corretta applicazione delle presenti disposizioni. Tali verifiche, da effettuare dopo almeno dodici mesi dall'attribuzione del credito di imposta, sono altresi' finalizzate alla valutazione della qualita' degli investimenti effettuati, anche al fine di valutare l'opportunita' di effettuare un riequilibrio con altri strumenti aventi analoga finalita'.

AGGIORNAMENTO ALLA LUCE DEL DL 8 LUGLIO 2002 N. 138

In data 8 luglio 2002 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Disegno di Legge 138, le cui disposizioni sono entrate in vigore lo stesso giorno.

Il Disegno di Legge, che si allega in calce al presente documento, per la parte che interessa, deve essere convertito dalle Camere entro il 6 settembre 2002, previa l’eventuale introduzione di modifiche. Si potrà quindi disporre di un quadro definitivo dei cambiamenti solo dopo che il decreto verrà convertito.

1 Cumulabilità con l’agevolazione Tremonti

Il comma 2 dell’articolo 10 DL 138/2002 prevede che l'articolo 5, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è abrogato; tale articolo stabiliva che i benefici della Tremonti – investimenti e quelli del credito d’imposta 388/2000 non potessero essere cumulati, nei seguenti termini: i soggetti che effettuano investimenti ai sensi dell'articolo 8, commi 1, 2 e 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono continuare a fruire dei relativi benefici, ovvero, in alternativa e per ciascun periodo di imposta, rinunciare ai predetti benefici optando per l'applicazione dell'incentivo di cui all'articolo 4, comma 1.

Per effetto dell’abrogazione di tale disposizione restrittiva, a partire dal periodo di imposta in corso alla data dell’8 luglio 2002 si applica, nei rapporti tra le due agevolazioni, la regola generale: essa prevede che la 388/2000 è cumulabile con le misure che, nel ridurre l’onere fiscale connesso a determinati costi di produzione, perseguono un obiettivo di politica economica generale (questo è appunto il caso della Tremonti).

Analogamente a quanto accadeva con la agevolazione Visco, il cumulo è ammesso anche sui medesimi investimenti (per cui, ad esempio, in relazione all’acquisto di un macchinario si può beneficiare sia della 388/2000, che della Tremonti).

Della cumulabilità si può usufruire a partire dall’esercizio chiuso in data successiva al 7 luglio 2002 (per cui non si può ad esempio beneficiare della stessa per l’esercizio chiuso in data 30 giugno 2002).

A partire dall’esercizio, in cui è ammessa la cumulabilità delle agevolazioni, la regola si applica per tutti gli investimenti realizzati nello stesso: ad esempio, un’impresa il cui esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2002, potrà beneficiare del cumulo per gli investimenti realizzati lungo tutto l’arco dell’anno, non essendo quindi costretta a limitare tale beneficio a quelli realizzati a partire dall’8 luglio 2002.

2 Sostituzione della rubrica dell’articolo 8 L 388/2000

Il DL 138/2002 prevede che la rubrica dell’articolo 8 L 388/2002 torni alla formulazione originaria, Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate, cancellando quindi la frase e per le imprese agricole di tutto il territorio nazionale, che era stata aggiunta dall’articolo 60, comma 1, L 448/2001: questo non significa che le imprese agricole vengono tagliate fuori dall’agevolazione, ma è una semplice conseguenza del fatto che la concessione dei benefici a tali imprese è ora disciplinata in modo separato, dall’articolo 11 – Contributi per gli investimenti in agricoltura, dello stesso DL 138/2002. All’argomento verranno dedicato alcuni cenni nell’ultimo capitolo del presente aggiornamento.

3 Sostituzione del comma 1 dell’articolo 8 L 388/2000

Prima di illustrare le rilevanti modifiche, derivanti dalla sostituzione del comma in oggetto, è opportuno sottolineare che esse si applicano agli investimenti da avviare successivamente all’8 luglio 2002, cioè alla data di entrata in vigore del DL 138/2002 (regola prevista dal comma 3 dell’articolo 10 DL 138/2002).

Da avviare non significa realizzati, ma per avvio della realizzazione degli investimenti s’intende l’emissione del buono d’ordine, ovvero l’inizio delle attività da realizzare in economia.

E’ quindi sufficiente che, entro l’8 luglio 2002, si sia inviato al fornitore l’ordine per un determinato bene, ovvero si sia iniziato con i lavori in economia, perché si possa continuare ad applicare la vecchia versione del comma 1 dell’articolo 8 L 388/2002, che nella quasi generalità dei casi è molto più favorevole della nuova.

Ad esempio, si prenda il caso di un investimento in un capannone in un’area svantaggiata del Nord Italia che, se viene avviato dopo l’8 luglio 2002, non è più agevolabile ai sensi della 388/2000.

E’ però sufficiente che, prima dell’8 luglio 2002, si siano presi accordi ufficiali, con un’impresa edile, per la costruzione di tale capannone, perché la realizzazione dello stesso possa essere agevolata: posta questa condizione, è irrilevante che, alla luce delle nuove regole, il soggetto non possa più beneficiare dell’agevolazione, per gli investimenti avviati a partire dall’8 luglio 2002.

Proseguendo con l’esempio del capannone, si precisa che la regola si applica con riferimento ai singoli investimenti, non ad un complessivo programma di investimenti: i macchinari da installare nel capannone, che vengono per ipotesi ordinati in data 25 novembre 2002, non potranno quindi beneficiare dell’agevolazione, anche se il loro acquisto rientra in un programma di investimenti complessivo, finalizzato alla costruzione ed alla messa in funzione del capannone, attivato prima dell’8 luglio 2002, il cui cespite principale (il capannone) è agevolabile.

Ciò premesso, nei prossimi paragrafi si illustrano le modifiche di carattere sostanziale, introdotte dalla nuova formulazione del comma 1 dell’articolo 8, nonché dalla soppressione del comma 3 dell’articolo 8 stesso.

Nei capitoli successivi si tratteranno delle importanti novità di carattere procedurale, che il DL 138/2002 ha introdotto, aggiungendo i commi da 1-bis ad 1-sexies nel corpo dell’articolo 8 L 388/2000, nonché introducendo un articolo che prevede il monitoraggio dell’utilizzo del credito di imposta (art. 5 DL 138/2002).

3.1 Le modifiche di carattere soggettivo

Nella precedente formulazione, destinatari dell’agevolazione erano in generale i titolari di reddito d’impresa, con esclusione:

  • degli enti non commerciali
  • del settore agricolo, destinatario di una specifica misura, che tale rimane, con le nuove regole previste dall’articolo 11 DL 138/2002
  • del settore dei trasporti, in attesa della approvazione della Commissione Ue: tale approvazione è arrivata in data 7 maggio 2002, per cui per gli investimenti realizzati a partire da tale data anche le imprese appartenenti al settore dei trasporti sono ammesse al beneficio.

    Nella nuova formulazione del comma 1 dell’articolo 8, che si applica per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002, il novero dei soggetti beneficiari non è più individuato per esclusione, ma è delimitato alle imprese che operano nei settori:

  • delle attività estrattive e manifatturiere
  • dei servizi: data l’ampia definizione di tale settore, si deve ritenere che in esso rientrino anche le imprese di trasporti
  • del turismo
  • del commercio
  • delle costruzioni
  • della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda
  • della trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed integrazioni: per le imprese operanti in questo settore, anche se definibili come agricole ai sensi della normativa comunitaria, si può quindi continuare ad usufruire dell’agevolazione in commento, alle condizioni evidenziate nel paragrafo 2.1.9 del manuale.

    3.2 Le modifiche di carattere territoriale

    La nuova formulazione normativa esclude dai benefici gli investimenti realizzati nelle aree svantaggiate del Centro – Nord, diverse da quelle situate nelle regioni Abruzzo e Molise: la restrizione si applica per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002. Transitoriamente, rimane quindi possibile agevolare gli investimenti, o il completamento degli stessi, avviati prima di tale data.

    E’ amaro constatare che l’attuale Governo mantiene intatto il vizietto di cambiare le carte in tavola in corso d’opera, così come aveva fatto per la agevolazione Visco, allorché era stata introdotta la agevolazione Tremonti per gli investimenti.

    Sarà pure un Governo amico delle imprese, come molti sostengono, ma certo non è un Esecutivo che rispetta la programmazione delle imprese. E quest’immagine, di chi fa e disfa a proprio piacimento, ovviamente adducendo intelligenti ed elucubrate ragioni politiche e di finanza pubblica, che non mutano però la sostanza delle cose, non è molto confortante.

    3.3 Le modifiche della percentuale del credito di imposta

    Per gli investimenti avviati a partire dall’8 luglio 2002, nelle aree svantaggiate del Meridione, il credito compete nella misura dell’85% delle intensità di aiuto, invece che nella misura originariamente prevista del 100%. Per gli investimenti in tali aree si ha quindi una riduzione del beneficio; il credito di imposta, cui danno diritto gli investimenti netti realizzati, passa dalla vecchia percentuale alla nuova, riportate nelle seguenti tabelle:

    Investimenti realizzati da piccole e medie imprese:

    Localizzazione

    Vecchia %

    Nuova %

    Calabria

    65%

    55,25%

    Basilicata

    50%

    42,50%

    Campania

    50%

    42,50%

    Puglia

    50%

    42,50%

    Sardegna

    50%

    42,50%

    Sicilia

    50%

    42,50%

    Investimenti realizzati da grandi imprese:

    Localizzazione

    Vecchia %

    Nuova %

    Calabria

    50%

    42,50%

    Basilicata

    35%

    29,75%

    Campania

    35%

    29,75%

    Puglia

    35%

    29,75%

    Sardegna

    35%

    29,75%

    Sicilia

    35%

    29,75%

    Rimane invece ferma la possibilità di beneficiare, nella misura massima, dei limiti di intensità di aiuto per gli investimenti realizzati nelle aree disagiate di Abruzzo e Molise: la percentuale per le piccole e medie imprese continua quindi ad essere del 30%; per le grandi imprese del 20%.

    3.4 L’introduzione del tetto complessivo

    Novità poco piacevole è che, per gli investimenti da avviare a partire dall’8 luglio 2002, viene introdotto un tetto complessivo, al credito d’imposta del quale il complesso delle imprese può beneficiare: tale tetto è fissato nella misura di 870 milioni di euro per l’anno 2002 e di 1.740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006.

    Le imprese possono quindi stare tranquille solo per gli investimenti che in tale data risultano già avviati. Per quelli che vengono avviati dopo tale data, occorre invece osservare quanto prescrivono i nuovi commi da 1 bis a 1 sexies dell’articolo 1 L 388/2000, introdotti dal DL 138/2002 (che verranno illustrati nel quinto capitolo).

    Dal fatto che, per l’esercizio 2002, il tetto sia pari esattamente alla metà di quello degli anni successivi, pare di potersi desumere che il credito di imposta, di cui si beneficia per effetto degli investimenti avviati prima dell’8 luglio 2002, non consumi il plafond del 2002.

    La norma deve quindi essere letta nel senso che, per gli investimenti del 2002, da avviare a partire dall’8 luglio, è fissato il tetto di 870 milioni di euro. Per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006 è fissato un tetto di 1.740 milioni di euro.

    3.5 L’abrogazione del comma 3 dell’articolo 8 L 388/2000

    Modifica più di nome, che di fatto, è quella che consiste nella abrogazione della ulteriore agevolazione per cui, per determinare l’importo netto degli investimenti localizzati nel Mezzogiorno, e nelle aree svantaggiate di Abruzzo e Molise, gli ammortamenti andavano dedotti nella misura del 90%. Tale disposizione non è mai divenuta operativa, poiché si era in attesa di una sua approvazione da parte della Commissione delle Comunità Europee.

    4 Le nuove procedure per fruire del credito di imposta

    Il DL 138/2002 ha introdotto due ordini di procedure, nei seguenti termini:

  • la prima, disciplinata dai nuovi commi da 1-bis ad 1-sexies, inseriti nell’articolo 8 L 388/2000, regola l’ammissione al credito d’imposta, sulla base delle disponibilità erariali. Come logico corollario, quando la somma delle richieste raggiunge il tetto disponibile per un determinato anno, viene negata l’ammissione al credito alle richieste pervenute successivamente. In pratica, le imprese che inoltrano tardi la richiesta, non possono beneficiare dell’agevolazione, sino a quando non verranno riaperti i termini per inoltrare le domande
  • la seconda procedura, prevista dall’articolo 5 del DL 138/2002, è finalizzata a monitorare l’effettivo utilizzo, da parte delle imprese, del credito di imposta, tramite la sua indicazione in compensazione, nel modello F24. Qualora tale utilizzo ecceda le disponibilità di cassa, il Ministero ha la facoltà di bloccare, a partire da un dato momento in poi, la possibilità di fruire del credito di imposta.

    Le due procedure, pur essendo le due facce di una stessa medaglia, non vanno confuse, perché hanno due effetti profondamente diversi sulle imprese:

  • per quanto concerne la prima procedura, se l’ammissione all’agevolazione viene negata, per un determinato anno, la perdita è definitiva: a fronte degli investimenti realizzati in tale anno, l’impresa avrà per sempre perso la possibilità di beneficiare del credito
  • per quanto concerne la seconda procedura, un eventuale blocco imposto dal Ministero non si ripercuote sulla maturazione del credito di imposta (che non verrà quindi perso), ma semplicemente sulla possibilità di fruirne: non sarà quindi più possibile, a partire da un dato momento, indicarlo nel modello F24, fino a quando non verrà ripristinata la disponibilità di cassa. A tale riguardo, si segnala però che, nella relazione al DL 138/2002, è scritto che questa procedura consente di interrompere il ciclo del conseguimento giuridico dei crediti d’imposta, espressione che farebbe intendere che, una volta esauriti i fondi, quanto maturato ma non utilizzato verrebbe perso. Chi scrive si rifiuta di credere a questa interpretazione perché, se così fosse, il passo seguente sarebbe quello di sottoporre il credito d’imposta in esame alla tassa sulle lotterie, proprio in relazione al fatto che diverrebbe una scommessa riuscire a beneficiarne.

    Nel quinto capitolo ci si sofferma sulla prima procedura; nel sesto capitolo, sulla seconda.

    Allegato - Estratto del D.L. 8 luglio 2002, n. 138.

    Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 dell'8 luglio 2002. Provvedimento da convertire entro il 6 settembre 2002.

    Articolo 5. - Monitoraggio dei crediti di imposta

    Comma 1. I crediti di imposta previsti dalle vigenti disposizioni di legge sono integralmente confermati e, fermo quanto stabilito dagli articoli 10 e 11, possono essere fruiti nei limiti dei relativi stanziamenti di bilancio, delle autorizzazioni di spesa, ovvero delle previsioni di minori entrate. I soggetti interessati hanno diritto al credito di imposta fino all'esaurimento delle risorse finanziarie.

    Comma 2. Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare sono stabilite, per ciascun credito di imposta, la data di decorrenza della disposizione di cui al comma 1 nonché le modalità per il controllo dei relativi flussi. Con decreto interdirigenziale da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, è comunicato l'avvenuto esaurimento delle risorse disponibili. A decorrere dalla data di pubblicazione del decreto di cui al periodo precedente i soggetti interessati non possono più fruire di nuovi crediti di imposta i cui presupposti si sono realizzati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

    Comma 3. A decorrere dall'anno 2003, con la legge finanziaria sono rideterminati i limiti di cui al comma 1.

    Articolo 10. - Contributi per gli investimenti nelle aree svantaggiate

    Comma 1. All'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni ed integrazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

    lettera a)

    la rubrica è sostituita dalla seguente: "Agevolazione per gli investimenti nelle aree svantaggiate";

    lettera b)

    il comma 1 è sostituito dai seguenti:

    1. Alle imprese che operano nei settori delle attività estrattive e manifatturiere, dei servizi, del turismo, del commercio, delle costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda, della trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed integrazioni, che, fino alla chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del citato Trattato, nonché nelle aree delle Regioni Abruzzo e Molise ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), dello stesso Trattato, individuate dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006, è attribuito un contributo nella forma di credito di imposta nei limiti massimi di spesa pari a 870 milioni di euro per l'anno 2002 e pari a 1740 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2003 al 2006.

    Per le aree ammissibili alla deroga ai sensi del citato articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il credito compete entro la misura dell'85 per cento delle intensità di aiuto previste dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006.

    Per quelle ammissibili alla deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), delle Regioni Abruzzo e Molise, il credito compete nella misura massima dell'intensità di aiuto prevista dalla predetta Carta.

    Il credito d'imposta non è cumulabile con altri aiuti di Stato a finalità regionale o con altri aiuti che abbiano ad oggetto i medesimi beni che fruiscono del credito di imposta.

    1-bis. Per fruire del contributo le imprese inoltrano, in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate un'istanza contenente gli elementi identificativi dell'impresa, l'ammontare complessivo dei nuovi investimenti e la ripartizione regionale degli stessi, nonché l'impegno, a pena di disconoscimento del beneficio, ad avviare la realizzazione degli investimenti successivamente alla data di presentazione della medesima istanza e comunque entro sei mesi dalla predetta data. Per avvio della realizzazione dell'investimento s'intende l'emissione del buono d'ordine ovvero, l'inizio delle attività da realizzare in economia.

    1-ter. L'Agenzia delle entrate esamina le istanze di cui al comma 1-bis secondo l'ordine cronologico di presentazione e, entro 15 giorni dalla presentazione delle stesse, comunica, in via telematica, il diniego del contributo per la mancanza di uno degli elementi di cui al comma 1-bis, ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati. Il beneficio si intende concesso decorsi 15 giorni dalla presentazione dell'istanza e senza comunicazione di diniego da parte dell'Agenzia delle entrate.

    1-quater. Entro il secondo mese successivo alla data di chiusura dell'esercizio in cui è presentata l'istanza di cui al comma 1-bis, le imprese trasmettono in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate una dichiarazione contenente il settore di appartenenza, l'ammontare dei nuovi investimenti effettuati alla predetta data suddivisi per area regionale interessata, l'ammontare del contributo utilizzato in compensazione alla medesima data e il limite di intensità di aiuto utilizzabile.

    1-quinquies. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati di cui ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater.

    1-sexies. Per le modalità delle trasmissioni telematiche previste dal presente articolo si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 3 del regolamento emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, come sostituito dall'articolo 3 del regolamento emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435.";

    lettera c)

    il comma 3 è abrogato.

    Comma 2. L'articolo 5, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è abrogato.

    Comma 3. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 si applicano agli investimenti da avviare successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

    Comma 5. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettera b), si provvede:

    1. quanto a 870 milioni di euro per l'anno 2002 e 1.183 milioni di euro per l'anno 2003, a valere sulle risorse preordinate per le medesime finalità ed iscritte sull'unità previsionale di base 6.1.2.7 "Devoluzioni di proventi" - capitolo 3860 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze;
    2. quanto a 557 milioni di euro per l'anno 2003 e 1.740 milioni di euro per il 2004, mediante utilizzo delle risorse resesi disponibili dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4. Per gli anni successivi si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni.

    Comma 6. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    Articolo 11. - Contributi per gli investimenti in agricoltura

    Comma 1. Il contributo nella forma di credito di imposta di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall'articolo 10, è esteso alle imprese agricole di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che effettuano, in tutto il territorio nazionale, nuovi investimenti ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (CE) n. 1257/99, nel settore della produzione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea e successive modifiche ed integrazioni.

    Comma 2. Le tipologie degli investimenti ammissibili del contributo di cui al comma 1 sono determinate ai sensi dell'articolo 8, comma 7-bis, della citata legge n. 388 del 2000.

    Comma 3. Le imprese agricole sono ammesse al contributo di cui al comma 1 qualora abbiano presentato domanda su investimenti ammissibili di agevolazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1257/99 a valere sui bandi emanati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano e purché la domanda sia stata istruita favorevolmente dall'Ente incaricato.

    Comma 4. Per le imprese agricole soggette a determinazione del reddito ai sensi dell'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il calcolo degli ammortamenti dedotti è effettuato sulla base dei coefficienti di ammortamento previsti dal decreto del Ministro delle finanze in data 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, e la determinazione degli investimenti dismessi o ceduti si effettua considerando il valore di acquisto ridotto degli ammortamenti calcolati applicando i medesimi coefficienti del citato decreto del Ministro delle finanze in data 31 dicembre 1988.

    Comma 5. Il contributo di cui al presente articolo è fissato nei limiti massimi di spesa pari a 85 milioni di euro per l'anno 2002 e 175 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede: quanto a 75 milioni di euro per l'anno 2002 e 155 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004, mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 3; quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2002 e 20 milioni di euro per l'anno 2003, a valere sulle risorse iscritte sull'unità previsionale di base 6.1.2.7 "Devoluzione di proventi" - capitolo 3860 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze; quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2004, mediante utilizzo delle risorse resesi disponibili dalla riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 10.

    Comma 6. Per quanto non diversamente disposto, si applicano le disposizioni dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall'articolo 10.

    Comma 7. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    Articolo 16. - Entrata in vigore

    Comma 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.


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